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Nel 700 circa, gli Arabi colonizzavano le coste e le isole del paese; 1498, Vasco de Gama approda in Mozambico, inizia la colonizzazione portoghese; 1992, si concludono finalmente lunghi anni di guerra civile; oggi, un paese ancora intoccato dal turismo, che come una radiosa fenice risorge da secoli di ceneri lasciate da colonizzazioni, tratte di schiavi e guerre interne.

Viaggiando in Mozambico veniamo accolti da un popolo sempre ospitale e sorridente, erede dell’originaria cultura africana dei popoli bantu e swahili che si è armoniosamente intrecciata con la cultura degli antichi sultanati arabi; un popolo che oggi dopo secoli di sofferenze sta iniziando il suo speranzoso ed ottimistico cammino verso la ricostruzione con incredibile forza e fierezza.
Un safari nella sconfinata Niassa Reserve ci porta indietro di millenni, quando il continente era abitato solamente da animali, questi oggi come allora vivono in armonia tra foreste di miombo e vaste savane dove spettacolari alture granitiche dominano imponenti la circostante boscaglia. Chi di noi avrà il privilegio di viaggiare in Mozambico, vivrà la meravigliosa sensazione che provarono gli uomini quando videro per la prima volta dispiegarsi davanti ai loro occhi la natura paradisiaca dell’Africa vera.
Il nostro viaggio lontano dalla realtà continua quando atterriamo sulle isole dei due arcipelaghi di Quirimbas e Bazaruto. Qui non ci sono strade, non c’è turismo, ma c’è qualcosa che non troveremo in nessun altro posto del pianeta: i profondi occhi scuri ed espressivi delle donne delle isole Quirimbas, con i volti ricoperti di Musiro (la loro tipica maschera bianca).
E come in un indimenticabile sogno vivremo momenti unici: quando solo le nostre saranno le orme impresse su quelle spiagge, solo per noi sarà preparata la cena sulla riva dell’oceano mentre leggiadri gli aironi rosa si alzano in volo, saremo soli a veleggiare su leggeri down per rilassarci al tramonto o ad immergerci nel mare cristallino per esplorare i resti di antichi galeoni ed avere la possibilità di scorgere grandi mante, agili tartarughe e tenerissimi dugonghi il cui richiamo veniva nell’antichità scambiato per il canto delle sirene.
Si dice che furono i fenici i primi ad esplorare le isole Bazaruto in cerca di perle, e noi oggi passeremo momenti di una serenità indicibile cullati dalle brezze e dal mare ad ascoltare le antiche storie di feroci pirati, di rapimenti di delicate principesse indiane, di vecchie fortezze, come quelle di Ibo Island, della tratta di schiavi, ma anche i progetti ed i desideri di un popolo che fiero della sua terra si sta incamminando a testa alta verso le difficoltà dello sviluppo e verso un futuro migliore.
 
Con chilometri di spiagge bianche dolcemente lambite dalle calde acque del canale del Mozambico, il paese è diviso in due dal possente Fiume Zambezi. Al nord del fiume, gli altipiani si alternano a dolci colline, il magnifico panorama del Mount Murresse lascia spazio a rigogliose piantagioni di tea vicino a Gurue. L’ovest è dominato da territori più montuosi tra cui Niassa, Namuli e Tete Highlands, riccamente ricoperte da foreste di miombo. A sud dello Zambezi il Mashonaland Plateau termina nelle Montagne Lebomo.
Nel nord del Mozambico, al confine con la Tanzania, si trovano i circa 42.000 km2 della Niassa Reserve nata nel 1954. Per l’abbondanza di acque e la diversità del suo territorio, che va da foreste di miombo a savane, da paludi a foreste di montagna, ospita la più grande concentrazione di animali del paese. Branchi di elefanti e bufali, i grandi predatori, varie specie di antilopi e quattro specie endemiche: Johnston’s impala, Boehm’s zebra, Niassa gnu e Taita falcon.
L’altro parco da visitare è il Gorongosa National Park al centro del paese: qui molte delle specie animali sono state reintrodotte dal Sudafrica, in quanto a rischio di estinzione a causa del bracconaggio e della guerra civile vissuta dal paese fino ai primi anni ‘90.
Nato nel sud del Paese grazie ad un progetto congiunto con il Sudafrica il Limpopo National Park è la propaggine mozambicana del famoso Parco Kruger sudafricano. Non è semplice il naturale reinserimento degli animali e le strutture ricettive sono ancora poche, ma ci sono tutti i presupposti perchè questo Parco diventi una delle mete principali per i fotosafari.
Per immergersi nel vero ritmo del Mozambico sono da visitare le rilassanti cittadine di Inhambane nel sud, fondata da Vasco de Gama nel 1534, ove intorno alla penisola omonima vivono tantissime tartarughe e mante, e Vilanculos, sulla costa settentrionale, dove su 30.000 ettari del suo Wildlife Sanctuary vivono indisturbati pellicani, fenicotteri e tartarughe marine.
Per gli amanti di un ricercato ed elegante relax o/e degli sport acquatici, da trascorrere dei giorni negli arcipelaghi di Bazaruto e Quirimbas. Il primo è costituito da 5 idilliache isole, un paradiso incontaminato, un susseguirsi meraviglioso di spiagge coralline rosa, alte palme e vita marina paradisiaca. Benguerra deve il nome ad un locale capo tribù ed è famosa per i suoi alberi di noci, mentre Bazaruto ospita tantissimi fenicotteri rosa, grandi coccodrilli e nella parte est le grandi dune sabbiose cambiano colore in base alla diversa luce del giorno. L’arcipelago delle Quirimbas è invece un parco nazionale che si distende su oltre 100 km di acque cristalline e consiste in 32 isole tropicali delicatamente abbracciate da meravigliose barriere coralline popolate da tantissimi pesci colorati oltre a mante, delfini, squali e tartarughe marine. Oggi le mura delle fortezze di Ibo Island narrano ancora le antiche storie di avorio, oro e pirati, mentre solitarie spiagge bianche lambite dal calmo oceano turchese regalare una perfetta combinazione di relax e cultura.
Meravigliose ed imperdibili anche l’Ilha de Mocambique, nel nord, tra il Canale del Mozambico e Mossuril Bay dove visitare la Cappella di Nossa Senhora de Baluarte (del 1522) considerata il più antico edificio europeo dell’emisfero australe e le antiche fortificazioni, vestigia della passata colonizzazione portoghese; e Pemba, deliziosa cittadina sulla costa nord dove, dopo aver fatto acquisti nel delizioso “souk” al centro città, si può scoprire l’incontaminata barriera corallina con i suoi coloratissimi pesci.