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Lambita dalle acque del Lake Victoria, l’Uganda è un delizioso gioiello naturalistico incastonato nel cuore dell’Africa. Ricco di laghi e fiumi, la foresta equatoriale copre le pendici della catena montuosa Ruwenzori nel sud-ovest, la foresta a galleria è invece tipica delle aree meno piovose, mentre la maggior parte del territorio pianeggiante è occupato dalla savana.
È sorprendente come l'Uganda di estensione così limitata possa racchiudere panorami ed ecosistemi tanto differenti e suggestivi. Non è solo la natura a lasciare estasiati, ma soprattutto gli animali che, oggi a rischio di estinzione, in Uganda possono essere ammirati nel loro ambiente naturale.
Nulla al mondo può eguagliare lo stupore e le profonde emozioni che si provano quando all’alba si attraversano umide foreste, circondati da lievi nebbie mattutine e immersi nella vita della foresta che si sveglia, i primi raggi del sole che penetrano attraverso i rami, e poi finalmente ammirare i grandi gorilla di montagna, i piccoli che rotolano e giocano controllati da madri protettive e possenti padri: un mondo dove tutto sembra in pace, il mondo di questi giganti che va protetto e difeso.
Divertenti e bizzarri sono invece gli altri primati che popolano le foreste dei Parchi Nazionali dell'Uganda: i numerosi branchi di scimpanzé impegnati spesso nei loro rituali di “spulciamento”; i colobi dal corpo nero e dalla coda bianca; i cercopitechi verdi, con il corpo grigioverde ed il ventre bianco; i cercopitechi dal diadema con le lunghe code bluastre; i babbuini verdi o “anubi” così detti per il muso allungato come un cane, come rappresentato nel Dio Anubis.
Ricca di fiumi e laghi l’Uganda è un paradiso per gli amanti del birdwatching: godersi il relax esplorando i corsi d’acqua popolati da aironi, averle, fenicotteri, turachi, cormorani, aquile pescatrici che convivono con grandi coccodrilli o sonnacchianti ippopotami. Dopo pomeriggi dedicati alla navigazione sui laghi, osservare i leoni che si arrampicano sui rami della foresta tropicale del Queen Elizabeth National Park o avvistare mandrie di kobo, bufali ed elefanti che passeggiano indisturbati tra antilopi e piccoli mammiferi.
Dai placidi laghi sembrerà di entrare in un sogno quando ci troveremo davanti le innevate cime della catena montuosa del Ruwenzori, dove la lussureggiante vegetazione montana arriva al limitare di nevi e ghiacciai eterni: un piccolo eden di paesaggi mozzafiato, in cui scoprire anche antiche caverne con incisioni rupestri o fumose fonti calde passeggiando circondati da coloratissime farfalle, primati e piccole antilopi.
Ma l’Africa fa sempre sentire il suo richiamo possente: la vita nelle zone meno piovose e del nord  dell'Uganda si svolge su ampie savane, tra delicate colline, rare acacie e spazi infiniti: è l’eterna catena della vita di antilopi, zebre, oribi, cobi dell’ellisse, bufali ed elefanti che coesitono con i grandi predatori, leopardi, leoni, sciacalli e iene. Peculiare è anche il lungo corridoio migratorio che si estende dall’estrema zona meridionale del Queen Elizabeth National Park alle parte nord del Kibale Forest National Park.
L’Uganda è anche una terra antica, ricca di leggende che tutt’oggi sono narrate dalle popolazioni locali. L’eco di miti ancestrali risuona ancora nelle grotte dove i guerrieri Batwa praticavano i loro riti prima delle battaglie con i nemici Bantu, nelle caverne che recano incisioni rupestri, negli antichi tempietti che circondano le cascate Ssezibwa dove si celebravano cerimonie tradizionali dedicate agli spiriti della fertilità e della caccia, nelle spettrali leggende che circondano le isole del Lago Bunyonyi.
Un paese che resta nel cuore e nell’anima, come lo sguardo sereno dei grandi occhi scuri dei gorilla.
 
Abitato oltre 2.000 anni fa dai pigmei di etnia Twa e poi dai Bantu, come la maggior parte dei paesi africani l’Uganda ha poi vissuto secoli in cui agli arabi con i loro commerci di schiavi ed avorio, si sono succeduti gli inglesi, che dopo la scoperta delle fonti del Nilo nel 1860 fecero dell’Uganda un protettorato britannico. Dopo l’indipendenza conquistata nel 1962 il paese ha attraversato circa 25 anni di guerre e regimi dittatoriali, che purtroppo danneggiarono anche l’ambiente e le infrastrutture. Dalla metà degli anni ’80 sono stati istituiti nuovi parchi nazionali ed aree protette che fanno dell’Uganda una delle mete naturalistiche più belle dell’Africa.
Il parco nazionale più grande è il Murchison Falls nel nord-ovest: attraversato dal Nilo, che con un salto di circa 40 metri crea delle arcobaleniche cascate, proseguendo poi il suo lento corso popolato da coccodrilli ed ippopotami. Qui la densa foresta offre rifugio a molte specie di primati, tra cui tantissimi scimpanzé, mentre le ondulate savane sono dimora di oribi, antilopi, giraffe ed elefanti.
Meravigliosi i parchi del sud-ovest: il Ruwenzori Mountains National Park, la cui catena montuosa si dice sia stata conosciuta anche dal geologo romano Tolomeo, che nel 150 d.C. identificò in questi monti le fonti Nilo e li battezzò “montagne della luna”. Le alte cime ghiacciate sono spesso avvolte da fitte nebbie, mentre la lussureggiante foresta pluviale pullula di mammiferi e primati, tra cui il raro colobo dell’Angola.
Il Queen Elizabeth National Park, con i suoi 2 grandi laghi abitati da oltre 600 specie di uccelli, coccodrilli ed ippopotami, è un susseguirsi di foresta pluviale, con papiri ed acquitrini, crateri vulcanici e savane dove passeggiano indisturbati elefanti, kobo dell’Uganda, leoni arboricoli, leopardi ed antilopi. Tra i verdi rami della foresta tropicale del Kibale National Park giocano ed oziano tantissimi scimpanzé oltre ad altre 13 specie di primati, tra cui il buffo cercopiteco barbuto ed il cercopiteco naso-bianco. Alle porte del parco, il Magombe Swamp ospita il Bigodi Wetland Sanctuary, famoso per i suoi scimpanzé ed imperdibile per gli amanti del birdwatching.
Quasi al confine con il Congo il sorprendente Bwindi Impenetrable National Park è il santuario dei gorilla (ospita circa la metà della popolazione dei gorilla di montagna oggi rimasti al mondo) e degli scimpanzé oltre ad essere habitat naturale di più di 200 specie di farfalle, 120 specie di mammiferi ed 340 specie di uccelli. Sempre vicino al confine con Congo e Rwanda c’è il Mgahinga Gorilla National Park, dove tra le fitte foreste che ammantano le pendici dei tre vulcani estinti è possibile avvistare i grandi gorilla e varie specie di uccelli endemici del paese.
All’estremo nord dell'Uganda, al confine con il Sudan si estendono i 1,450 km2 del Kidepo Valley National Park, con delicate colline che interrompono sconfinate savane popolate dai grandi predatori, vari ungulati ma anche da bufali, zebre, giraffe ed elefanti. Il Parco è famoso anche per le fonti calde di Kanangorok, la foreste di palme di Borassus ed i monti Lamoj.
Piccolo paese che racchiude anche altre bellezze: il Lago Bunyonyi nel sud-ovest, “il posto dei piccoli uccelli”, con le sue 29 piccole isole scarsamente abitate dalle tribù Bakiga e Batwa; il Mount Elgon National Park, nell’est al confine con il Kenya, per gli amanti del trekking tra paesaggi montani, caverne con antiche incisioni rupestri e naturali fonti calde; Lake Mburo National Park, vicino Kampala, è il più grande di 5 laghi all’interno dell’omonimo parco, con le tante isole abitate da marabù, gru coronate ed averle; Katonga Wildlife Reserve dove sui terreni paludosi si trova a proprio agio la timida sitatunga, un’antilope semiacquatica; Lake Albert, esplorato per la prima volta dall’inglese Sir Samuel Baker nel 1864 che così lo chiamò in onore del principe consorte della Gran Bretagna.
Menzione a parte meritano le 2 città: Kampala, in origine fondata su 7 colli come Roma, che deve il suo nome all’espressione “kosozi ka impala”, la collina delle antilopi impala, nei suoi dintorni sono da visitare le Tombe Kasubi, che custodiscono le spoglie degli ultimi Re baganda “Kabaka”, ed il Tempio Baha’i unico in tutta l’Africa; e Jinja, ove visitare la cascate e rapide di Bujagali.