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Nell’Iliade e nell’Odissea l’Etiopia è chiamata dai greci la terra abitata dagli “uomini dal volto lucido”, etiopi; questo paese è uno dei più interessanti dell’Africa per la sua cultura, storia ed archeologia, oltre che per la sua natura.
Nella regione dell’Afar, ad Hadar nel 1974 fu rinvenuto lo scheletro di una giovane donna vissuta circa 3,5 milioni di anni fa; nel 1992 nell’Awash furono trovati resti di ominidi risalenti a circa 4,4 milioni di anni fa. Terra millenaria l’Etiopia è passata poi ad essere una delle parti dell’Africa più fiorenti dal punto di vista commerciale e culturale. Su questa terra colorata si stabilirono e fiorirono varie tribù che tutt’oggi ci narrano le loro tradizioni e le loro credenze. La Valle dell’Omo è per tale motivo detta “la Valle delle Etnie”, popolata da hamer, konso, mursi e karo, con donne meravigliose dalle acconciature elaborate, ragazze dal portamento regale, uomini atletici dal corpo dipinto, giovani con il corpo inciso da profonde cicatrici a mostrare il loro valore ed il loro coraggio. In Etiopia, vivacissimi crocevia di vite e costumi sono i grandi mercati dove perdersi ammirando questi popoli che, vestiti a festa o particolarmente dipinti, si incontrano, commerciano e tramandano le loro credenze e superstizioni.
Dopo il girotondo caotico e colorato dei mercati si ritrova la pace visitando le magiche regioni del nord: qui tutto è silenzio mistico, rapimento estatico e davanti ad occhi meravigliati si dispiegano i capolavori della cultura etiope. Con il naso rivolto verso il cielo ammiriamo gli obelischi del parco di Axum; rabbrividiamo camminando sulla piana della cruenta battaglia di Adua; con spirito reverenziale entriamo nelle case, nelle "chiese di Lalibela, con animo rapito visitiamo la Chiesa di Santa Maria di Sion dove si dice sia custodita l’Arca dell’Alleanza con le Tavole della Legge, con curiosità scopriamo le antiche croci, corone e manoscritti custoditi nei monasteri sulle isole del Lago Tana; riviviamo le battaglie e gli amori dei cavalieri medioevali aggirandoci tra le rovine dei castelli di Gondar; attoniti visitiamo il Tempio della Luna, il tempio pre-cristiano del VII sec. a.C. a Yeha, la prima capitale etiope.
Ma l’Etiopia è pur sempre una terra d’Africa e come poter lasciare il paese senza essersi immersi nella natura tranquilla dei Parchi Nazionali o aver visto il rumoroso balzo delle cascate del Nilo Azzurro. In Etiopia la natura assume toni riservati e tranquilli, sceniche cascate si tuffano in azzurri laghi alpini e profonde gole orlano le pendici di vulcani estinti; su questi territori sono pochi i grandi predatori a parte i famosi leoni abissini. Tra i rami delle fitte foreste giocano babbuini verdi, babbuini gelada ed amadriadi; sulle ondulate pianure passeggiano kudu, orici beisa, dik dik, oribi, antilopi abissine, zebre ed elefanti; i fiumi e le paludi pullulano di persici del Nilo, coccodrilli, ippopotami ma anche di aquile, cormorani, anatre, ibis ed aironi; sulle verdi montagne vivono invece volpi, sciacalli e nyala.
L’Etiopia è un magico scrigno ove le secolari tradizioni delle etnie si sono intrecciate con la storia di antichi siti archeologici, con le leggende sui templari, sulla Regina di Saba e del suo grande amore, il Re Salomone, ma anche con le antiche credenze cristiane ed con le imprese eroiche dei cavalieri medioevali. E su tutto romanticamente echeggia il grande e potente impero Axumita, che comprendeva anche la parte orientale dell’Etiopia, il cui gusto ed architettura furono poi influenzati dagli arabi e dai cristiani, come testimonia il mito che tutt’oggi aleggia sulla fondazione di Lalibela e su altre antiche Chiese.
E’ un paese permeato di misteri e credenze, un paese in cui perdersi nella sua storia per ritrovare se stessi.
 
Tagliato dalla Rift Valley, gran parte del territorio etiope è occupato da un vasto altopiano con cime che raggiungono i 4.000 metri. Antichi movimenti geologici hanno formato nei millenni i più diversi panorami, pianori, cime maestose, profonde vallate, savane e foreste, che sono state popolate nel tempo da tantissime tribù con le loro tradizioni e mitici costumi.
Imperdibile il nord dove visitare il complesso fortificato dei castelli di Gondar (la Camelot dell’Africa), città fondata dall’imperatore Fasilidas nel 1632 e rimasta capitale imperiale per circa 200 anni, con le rovine del Palazzo di Kusquam e la Chiesa di Debre Berhan Selassie. Axum con l’impressionante complesso dei 126 obelischi; la Chiesa di Santa Maria di Sion, che secondo la chiesa copta custodisce l’Arca dell’Alleanza con le Tavole della Legge, portate da Menelik quando lasciò Gerusalemme; il Palazzo Dongour, dimora della Regina di Saba e la Leonessa di Gobedra, una splendida incisione su roccia.
Sulle rive del Lago Tana sorge la piccola cittadina di Bahir Dar. Chiese copte e monasteri, edificati sulle tantissime isolette che punteggiano il lago, custodiscono antiche croci, corone di Re e manoscritti. Nella stessa zona da ammirare lo spettacolo di “Tis Isat”, fumo di fuoco, come sono chiamate le cascate del Nilo Azzurro.
All’ estremo nord dell'Etiopia, la regione dei Tigre’ con le sue verdi montagne e la cittadina di Hawzem, dalle antiche chiese, sono una bellissima porta di accesso per la visita a Lalibela. Dopo la presa di Gerusalemme da parte dei mussulmani nel 1187, l’imperatore Gebre Masqel Lalibela fece edificare Lalibela, una nuova Gerusalemme. Fu così che tra il XII e XIII secolo vennero scavate le 11 chiese rupestri intagliate nella roccia tufacea e collegate tra loro da cunicoli, sentieri e ponticelli. Le chiese sono tutte denominate “Bet”, casa; le mura esterne sono decorate e scolpite con simboli sacri, mentre all’interno si trovano immagini sacre ed antiche croci.
In netto contrasto con i paesaggi del nord, l’Etiopia orientale degrada verso la famosa depressione della Dancalia, una zona desertica, inospitale ed ostile, dove ammirare paesaggi maestosi, vulcani ancora attivi, laghi salati e geyser. Bellissime sono la romantica Dire Dawa e la citta’ fortificata di Harar, fondata intorno al 1520 in stile moresco, con 99 moschee e dove soggiornò il poeta francese Rimbaud.
La parte meridionale è la zona in cui si entra in contatto con il vero spirito dell’Etiopia: nella Valle dell’Omo si visitano i villaggi delle varie tribù, si ascoltano le loro leggende, si assiste ai loro rituali e danze, si visitano i grandi mercati, famosi in tutta la regione come punto di incontro delle diverse etnie tra cui i karo, i mursi ed i konso. A sud di Addis c’e’ la cittadina di Arba Minch dove visitare i villaggi dorze a Chencha, con le capanne dalle buffe forme e le coltivazioni di ensete. Sempre nel sud a Yabello si possono visitare i villaggi degli hamer, conosciuti per le decorazioni sul corpo e per le cerimonie del passaggio dei giovani all’età adulta; mentre a Omorate vivono le tribu’ guerriere dei Dessanech e li vicino si trovano i villaggi dei bellissimi karo, dai corpi atletici e lunghi capelli.
Ma l’Etiopia non è solo terra di cultura e tradizioni, è anche un particolarissimo giardino naturale data la varia conformazione del suo territorio. La maggior parte dei Parchi Nazionali si trovano al sud. Il Parco Simien con le cime alte 4,000 metri che si alternano a dirupi e gole, è consigliato per gli amanti del trekking, ed è l’unico dove poter ammirare il babbuino Gelada, oltre a sciacalli, lupi e stambecchi abissini. Nel Parco Nech Sar, con savane che si alternano a foreste, vivono i rari leoni abissini, tante antilopi tra cui una endemica della zona, con un folto manto color cioccolato.
Il Parco dell’Omo a sud-ovest ha fitte foreste popolate da tante scimmie, tra cui il babbuino anubi e sulle savane vivono elefanti, zebre, giraffe ed antilopi.
Per gli amanti del birdwatching da non perdere il Parco di Awash vicino alla capitale Addis Ababa, qui si avvista anche l’amadriade, un babbuino dal folto mantello bianco-grigio, l’antilope di Swayne e si visitano il cratere del vulcano Fentale e le fonti di acqua calda naturale. Nel Parco Mago si trovano i villaggi delle tribù mursi, famosi per i combattimenti con i bastoni e per ornare il labbro inferiore con un piattino di 15cm di diametro. Il Parco delle Montagne Bale con rocce vulcaniche, fiumi, cascate e laghi alpini è la meta ideale per gli amanti della flora, con le rare rose abissine e le foresta tropicale Harenna, dove avvistare anche volpi e nyala.
Non si dovrebbe lasciare il Paese senza aver fatto una sosta nella capitale Addis Abeba, fondata dall’imperatore Menelik II nel 1887, ricca di contrasti tra modernità e tradizioni, ricchezza e povertà, con importanti musei, ma nota sopratutto per il suo mercato, uno dei più grandi dell’Africa, su un’area di 30 km quadrati suddiviso in zone ognuna dedicata alla vendita di merci particolari.