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L’India è un Paese capace di regalare profonde emozioni, stupore e smarrimento si alternano viaggiando su questa terra antica, rimarremo incantati dal suo misticismo e dai molteplici aspetti di vita, cultura, arte e natura che scopriremo.
Il maestoso nord è terra di vasti spazi bianchi, di irraggiungibili cime innevate e grandi ghiacciai, ma è anche la terra dei campi gialli di frumento e delle cupole dorate dei templi nel Punjab. Nel Kashmir, centro della cultura buddhista e tibetana, predomina l’ocra delle vesti dei gompa e dei lama, mentre nell’Uttar Pradesh ci commuoveremo nell’ammirare i delicati colori che assume il Taj Mahal nell’eterea luce lunare o nella rosata luce dell’alba. Delicate le sfumature blu violetto dei fiori del neelakurinji, un arbusto che ammanta le colline Nilgiri nel Kerala, mentre brillanti e sorprendenti sono le tantissime sfumature di oltre 600 specie di orchidee nei Parchi dell’Arunachal Pradesh. E’ in questo stato che potremmo assistere all’infuocato sorgere del sole dietro le maestose vette himalayane, è lo stato più nord-orientale dell’India da dove sole nasce sul Paese.
Di un acceso verde smeraldo sono invece le rigogliose foreste dei Parchi Nazionali, popolate da coloratissime farfalle: qui scorgeremo il manto giallo e nero delle tigri, il grigio degli elefanti indiani, il manto fulvo e nero dei leopardi nebulosi e la pelliccia grigio-bruno sfumata di giallo dell’irbis (o leopardo delle nevi), il colore bruno scuro-nero del gaur e la folta pelliccia color oro del presbite dorato (un primate).
Nel Rajasthan, la “terra dei Maharaja”, domina l’arancio del Deserto del Thar dove i cammelli lasciano le loro impronte e dove ascoltare estasiati le antiche storie dei menestrelli, ma ci colpiranno anche i brillanti colori dei templi e dei ricchi palazzi che al tramonto si stagliano contro il profondo celeste del cielo. A Nuova Delhi il bianco, l’oro e le pietre dei monumenti storici si alternano agli sgargianti colori dei mercati locali, odorosi di spezie e cibi tipici.
Le coste candide e rosate dell’India sono lambite dalle acque azzurre ricche di coloratissimi pesci e coralli rosa, con palme verdi che arrivano fino alle spiagge. Nel centro del Paese dominano i colori delle tante piantagioni di tè, manghi, pompelmi e le vallate sono solcate dai grandi fiumi. Il colore a volte blu, a volte torbido dei grandi fiumi Gange e Brahamaputra, che nascono dalla catena himalayana, fa da riflesso alla vita del popolo indiano. Una vita non facile, dove esistono ancora analfabetismo e malnutrizione, ma è anche una vita permeata da una profonda religiosità, da un sublime misticismo, da una eredità culturale millenaria che oggi ha dato luogo ad una società pluralistica e multietnica, dove antiche tradizioni hanno assorbito le idee e le culture degli invasori e dei popoli vicini, per costruire una cultura originale che ha poi influenzato vaste parti del continente asiatico.
Lasceremo questo Paese innamorati e conquistati dalla sua bellezza e dalla sua ricchezza culturale, con nel cuore gli sgargianti colori dei sari delle donne indiane (le cui origini risalgono al 100 a.C.) e il profondo nero degli occhi dei tantissimi bambini.
 
Sede della Civiltà della Valle dell’Indo risalente al 3.300 a.C, intorno al 550 a.C. l’India fu la terra dove sorsero regni e repubbliche indipendenti note come Mahajanapadas, nei secoli successivi nacquero grandi e fiorenti imperi e il Paese fu al centro delle rotte commerciali finché fu colonizzato dal Regno Unito nel XIX sec. e grazie alla “resistenza pacifica” del Mahatma Gandhi, nel 1950 divenne una Repubblica.
L’India fu la culla di grandi religioni che poi si sono fuse con altre fedi portate dai missionari e dai commercianti dando vita ad una ricchissima diversità culturale.
Templi e monumenti si possono visitare in ogni angolo del Paese: un viaggio a parte meriterebbe già solo lo stato del Rajasthan, con le città di Jaipur, Udaipur e le ricche festività religiose; il romantico Punjab, patria dei grandi guru (maestri), è ricco di luoghi sacri, come il Tempio d’Oro, e di palazzi eleganti come il Quila Mubarak; nel Maharashtra l’imperatore Moghol Aurangzeb fece edificare il Bibi Ka Maqbara in memoria della moglie, ma in questo stato, ad Ajanta ed Ellora si possono visitare anche antichi templi risalenti a 200 anni fa. Nello stato dell’Andhra Pradesh si possono ammirare i bellissimi stupa (monumenti buddhisti), i torana (portali a vento), riccamente ornati da delicati bassorilievi che raffigurano scene della vita del Buddha, i templi Chaitya ed i monasteri Sangharama scavati nelle rocce. Ma lo stato dei grandi templi è il Tamil Nadu a sud del Paese, patria dell’antica civiltà dravidica ricca di antiche tradizioni religiose, filosofiche, letterarie ed artistiche. Nel Madhya Pradesh i sovrani della Dinastia Chandela eressero circa 80 meravigliosi templi tra il 950 ed il 1050: oggi ne rimangono solo 22, famosi per le armoniose figure scolpite nella pietra ad illustrare la vita, la danza, la spiritualità dell’epoca e tutte le emozioni umane.
E’ la città di Agra, nell’Uttar Pradesh, ad ospitare il simbolo dell’India, il “monumento dell’amore”, il Taj Mahal fatto costruire nel 1652 dall’imperatore Moghol Shah Jahan in memoria dell’amata moglie Mumtaz Mahal morta prematuramente, in brillante marmo bianco incastonato di pietre preziose. Nello Stato di Orissa fu costruito nel XIII sec. il Tempio del Sole che si specchia nelle acque blu del Golfo del Bengala e consacrato a Surya, Dio del Sole, a forma di un enorme carro e decorato con statue che ritraggono scene d’amore e di vita.
Dopo il viaggio culturale e religioso, lo spirito rimarà’ estasiato alla vista delle numerose bellezze naturali del Paese. Dal deserto dell’ovest si passa all’arco alpino e glaciale del nord, per attraversare piantagioni centrali, le foreste shola (foreste sempreverdi di alta quota del sud) e arrivare alle coste tropicali del sud e delle isole.
Nel Kerala a sud, le piantagioni di tè e palme da cocco si alternano a vaste foreste pluviali: in questo stato da non perdere Eravikulam National Park, famoso per il tahr del Nilgiri e per le farfalle rare.
Ma è il nord del Paese che ospita una ricca biodiversità. Meriterebbero una visita tutti i Parchi Nazionali ed I santuari naturali dell’Assam (stato famoso per il tè e la seta): il più famoso è il Kaziranga National Park, dove ammirare i rinoceronti indiani, le tigri, gli elefanti indiani, ma anche leopardi, gaur (un bovino selvatico), sambar (un cervide), bufali, tantissime specie di uccelli e primati. L’Arunachal Pradesh è la terra delle foreste abitate da tantissimi mammiferi, antilopi, goral (un ruminante), gaur, tigri, il leopardo nebuloso ed il leopardo delle nevi e da oltre 500 specie di uccelli.
Menzione a parte meritano le spiagge meravigliose di Goa, famosa anche per i palmeti, le risaie e l’ottima cucina, e gli arcipelaghi che appartengono all’India: le Laccadive, al largo della costa del Kerala, sono 12 paradisiaci atolli corallini e numerose isolette di spiagge bianche: le Isole Andamane e Nicobare nel sud-est. Le Andamane sono circa 580 isole ed isolotti, mentre le Nicobare sono 22; la maggior parte di queste isole sono disabitate, ma quelle visitabili regalano una natura meravigliosa ed incontaminata, sia nei fondali ricchi di pesci colorati e coralli, sia per le spiagge cristalline e sia per le rigogliose foreste tropicali a volte punteggiate da ricchi templi dedicati al Buddha.